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La storia di Carlotta Bertin continua a emozionare. Dopo la finale di MasterChef Italia 15, la giovane cuoca biellese ha trasformato quel grido d’istinto, «Ho fallito», in una forza nuova. Oggi racconta un percorso intenso, fatto di sacrifici, paure e piccole vittorie che le hanno cambiato la vita. E il suo rapporto speciale con Antonino Cannavacciuolo resta uno dei capitoli più sinceri di questa avventura.
Un secondo posto che diventa crescita
A una settimana dalla finale, Carlotta ha rimesso insieme i pezzi di quelle emozioni esplose a caldo. Il secondo posto dietro a Matteo Canzi non è più una ferita. È un traguardo. Lei stessa ammette che in quel momento parlavano solo lo stress e la tensione della gara. Poi è arrivata la consapevolezza di aver portato a casa una vittoria personale importante, rafforzata dall’affetto di chi la circonda.
Durante il programma ha collezionato risultati di peso: quattro Mystery Box vinte, tra cui una Golden Pin e una Green Pin, oltre a tre Pressure Test superati. Numeri che per Carlotta rappresentano la prova concreta del suo valore.
Un menù nato da un’idea precisa
La giovane cuoca aveva iniziato a costruire il suo menù già a metà percorso. La scelta? Ingredienti semplici. A volte considerati poveri o poco nobili. Come il cinghiale, capace però di diventare un piatto sorprendente grazie alla sua creatività. Questo approccio, racconta, nasce dal desiderio di mostrare la bellezza di una cucina accessibile, che non ha bisogno per forza di materie prime pregiate.
Le luci e le ombre della finale
La finale ha portato gioie e rimpianti. La dimenticanza della mela nel dolce l’ha fatta arrabbiare a lungo. Un errore nato dalla pressione. Ma subito dopo è arrivata la soddisfazione del giudizio sul cinghiale, piatto legato anche alla memoria del nonno cacciatore.
Un momento chiave è stato l’ingresso in cucina della chef Pavan. Prima non aveva capito cosa stesse succedendo. Poi, sentendo l’urlo del fidanzato, ha realizzato che quei fiori erano ingredienti, non un dono. Ha scelto una ricetta semplice, un omaggio alla nonna, e la soddisfazione per i complimenti ricevuti è stata enorme.
L’emotività e il rapporto con gli altri concorrenti
Carlotta non nasconde la sua natura emotiva. Le sue esultanze plateali sono vere, figlie dello stress e della voglia di liberarsi. Ma ricorda anche che ciò che passa in TV è solo una parte di una persona. Con gli altri concorrenti, rivalità comprese, oggi è tutto sereno. Persino con Dounia, nonostante gli scontri iniziali.
Un legame speciale con Cannavacciuolo
Se potesse scegliere un giudice con cui lavorare, non avrebbe dubbi: Cannavacciuolo. Per lei è stato quasi una figura paterna. L’ha capita, l’ha spronata e l’ha motivata nei momenti più delicati. Durante la prova di Massari, quando le ha chiesto se fosse un bluff, qualcosa è scattato. Da lì è partita a tutta velocità.
Barbieri e Locatelli restano comunque mentori importanti. Il primo con la sua ironia. Il secondo con equilibrio e calma.
L’appoggio di Nicolò e della famiglia allargata
Il fidanzato Nicolò ha avuto un ruolo decisivo. L’ha sostenuta dall’inizio, anche quando lei vedeva tutto nero. Convivono da tre anni e lui è stato il suo punto fermo. Accanto a loro c’è anche Carola, la suocera, che Carlotta considera un’amica preziosa.
Cosa resta dopo MasterChef
Ora si sente un po’ spaesata. L’attenzione del pubblico la sorprende. Ma il cambiamento più grande è interiore. Carlotta ha capito di dover smussare alcuni lati del suo carattere, soprattutto la rabbia che ha visto emergere in TV. Passa gran parte delle sue giornate a cucinare. Le critiche degli hater? Letto poco e ignorato tutto. Sa quanto impegno ha messo nel suo percorso.
Un sogno che continua
La vittoria avrebbe cambiato molte cose. A partire dalla possibilità di scrivere un libro sulle sue idee di cucina semplice. L’Alma rimane nei suoi piani, anche in futuro. Ma oggi la cosa più importante è che non si sente più fallita.
Alla Carlotta bambina direbbe di non smettere di sognare. Di continuare a sperimentare come faceva alle medie, quando inventava sughi con ciò che trovava in frigo. E il sogno di oggi? Aprire qualcosa di suo e di Nicolò. Prima però vuole fare gavetta, imparare e crescere davvero in cucina.












