Da rovina a rifugio di lusso: dentro la casa neoclassica che incanta

Un tempo era solo una rimessa per cavalli. Ora, è diventata un rifugio sofisticato e accogliente nel cuore di New York. Questa casa neoclassica, risvegliata dal suo torpore da decenni di ristrutturazioni anonime, è oggi un capolavoro di interior design che fonde storia e innovazione. Scopriamo insieme come un luogo dimenticato ha ritrovato anima e bellezza, grazie al lavoro visionario dello studio Husband Wife.

Un edificio con un passato sorprendente

Nel quartiere raffinato dell’Upper East Side, un edificio in pietra calcarea largo 7,6 metri nasconde una storia insospettabile. Costruito nel 1902 dall’architetto CPH Gilbert, era nato come rimessa per i cavalli di Jules Bache, famoso banchiere dell’epoca.

Negli anni ’40, l’immobile fu trasformato in garage e abitazione per l’autista da John D. Rockefeller Jr.. Poi, negli anni ’70, il medico Jay Barnett lo ristrutturò con stile minimalista per ricavarne un centro medico e residenza. Ma dopo tutte queste trasformazioni, dell’aspetto originale era rimasta solo la facciata.

La sfida: dare nuova vita conservando il carattere

Quando i clienti si sono rivolti a Capuco e Hart per creare la loro “casa definitiva”, c’era poco da salvare. L’interno e l’esterno apparivano scollegati. Il compito dei designer è stato ambizioso: unire il passato alla funzionalità moderna, senza scadere nella replica nostalgica o nella freddezza contemporanea.

Dopo un attento studio, lo studio Husband Wife ha optato per un’ispirazione che affonda le radici nel modernismo italiano degli anni ’50, sfruttando materiali pregiati e texture calde per evocare un’eleganza sobria ma ricca di personalità.

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Materiali, stili e oggetti che raccontano una storia

L’interior design è caratterizzato da elementi sofisticati:

  • Rivestimenti in pergamena caldi e vellutati
  • Superfici in noce laccato lucide e profonde
  • Pavimenti in travertino, omaggio alla tradizione italiana
  • Specchi studiati per amplificare la luce naturale

A dare carattere sono i pezzi unici: tavoli su misura in legno di abete Douglas con intarsi in vetro, sedie anni ’30 di Etienne-Henri Martin, lampade a sospensione Arteluce in stile disco volante e una serie di arredi vintage attentamente selezionati.

Funzionalità per una famiglia in crescita

I clienti – una giovane famiglia che ha iniziato il progetto con un figlio e lo ha concluso con tre – volevano uno spazio elegante ma vivibile. Il salotto, ispirato agli interni degli anni ’30, è suddiviso in più aree:

  • Un tavolo vintage dei fratelli Bielecky per giochi e pasti
  • Un divano curvo su misura per creare un angolo morbido e conviviale
  • Poltrone originali di Borsani e un divano Flexform di Franz Sartori
  • Un tavolino con piano in vetro e cassetti nascosti per i Lego

Ogni elemento è pensato per un uso quotidiano intelligente, ma con attenzione al dettaglio. Il mix tra formale e informale domina ogni stanza, senza mai risultare disordinato o eccessivo.

Una luce nuova che nasce dall’alto

Il piano terra era cupo e chiuso, penalizzato dalla collocazione del garage centrale. La soluzione? Aprire la scala per far filtrare la luce del lucernario. Ora, l’ingresso centrale funge da cuore luminoso della casa e ospita una selezione curata di opere d’arte e oggetti antichi, visibili dal basso all’alto.

Eleganza senza tempo con nomi iconici

L’intero progetto dialoga costantemente con il design italiano di metà secolo. Non è un caso che Hart e Capuco abbiano preso ispirazione da maestri come:

  • Piero Portaluppi, architetto di Villa Necchi Campiglio
  • Osvaldo Borsani, designer innovativo e scultoreo
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Questi riferimenti si riflettono nella scelta audace dei materiali e delle forme. Ma nulla è lasciato al caso: ogni pezzo ha uno scopo, ogni spazio ha un significato funzionale e visivo.

Una casa che incanta

Il risultato? Una residenza unica che coniuga memoria e modernità. È un luogo caldo, ricercato e pieno di vita, adatto alle esigenze di una famiglia dinamica ma sensibile all’arte e alla bellezza.

“Dopo questa ristrutturazione, avremmo voluto abitarci noi”, ha confessato lo stesso Capuco. Un complimento sincero, che dice tutto sul lavoro magistrale realizzato. Da rovina dimenticata a rifugio di lusso: questa casa racconta come la storia possa rinascere, se trattata con rispetto e immaginazione.

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