Cracco conquista gli olimpici: il riso al salto li lascia senza parole

Un piatto della tradizione milanese, servito con eleganza e semplicità, ha conquistato i grandi dello sport durante i Giochi Olimpici. Carlo Cracco, con il suo iconico ristorante nel cuore di Milano, ha sorpreso tutti con un’accoglienza culinaria che unisce autenticità e innovazione. Ma sai qual è stato il vero protagonista? Il classico riso al salto allo zafferano, rivisitato in chiave gourmet.

Un ristorante stellato trasformato per celebrare lo sport

Durante le settimane delle Olimpiadi, il ristorante di Carlo Cracco, situato nella Galleria Vittorio Emanuele II, si è trasformato in un esclusivo salotto per atleti e ospiti selezionati: l’Omega House. Questo spazio riservato ha offerto agli sportivi non solo un rifugio elegante, ma anche un viaggio nei sapori d’Italia.

In un clima di entusiasmo crescente per i Giochi, la cucina di Cracco è diventata un vero termometro dell’atmosfera olimpica. Con atleti e personalità da tutto il mondo, ogni piatto servito raccontava una storia del territorio italiano.

Il piatto simbolo: riso al salto allo zafferano

Tra le creazioni più apprezzate, un piatto ha lasciato tutti senza parole. Si tratta del riso allo zafferano al salto, una specialità milanese trasformata in uno snack elegante, perfetto per soddisfare i palati più esigenti.

  • Preparato con zafferano di qualità
  • Servito “pulito” o accompagnato da una salsa di carne, oppure da una crema vegetariana a base di verdure
  • Compatto, dorato e croccante all’esterno, ma ancora morbido al centro
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Un piatto che Cracco considera l’essenza di Milano. Un morso e si viene travolti da un’esplosione di aromi autentici, profondamente legati al territorio.

Una cucina che racconta tradizioni e valori

Per Cracco, ogni piatto olimpico ha un messaggio. Il celebre chef ha voluto offrire agli ospiti piatti che parlano dell’Italia: sapori locali, ingredienti autentici, preparazioni semplici ma ricche di significato.

Uno degli altri piatti pensati per l’occasione è una pasta e fagioli reinterpretata, con fagioli di Lamon, una varietà originaria della zona montana del Bellunese, legata alla tradizione veneta. A completare il piatto: una saporita salsa allo zafferano, che riunisce idealmente Cortina e Milano in un unico abbraccio culinario.

Cracco e il legame profondo con Milano e la montagna

Sebbene sia originario del Veneto, Carlo Cracco ha scelto Milano come casa. Una città che lo ha accolto quando aveva solo 21 anni e che gli ha dato l’energia e le opportunità per costruire una carriera straordinaria.

Ma il cuore dello chef batte anche per la montagna veneta, in particolare per Le Melette, vicino Asiago. Un luogo del cuore, fatto di neve, ritmo lento e polenta appena fatta. Per Cracco, uno dei cibi più buoni del mondo.

Lo sport come ispirazione e disciplina

Cracco ha partecipato attivamente all’atmosfera olimpica, persino come tedoforo il 5 febbraio. È sua convinzione che lo sport insegni valori fondamentali anche per il lavoro in cucina: disciplina, precisione, rispetto del tempo.

Ogni secondo in cucina conta. Per questo Cracco e il suo team si esercitano anche con l’orologio, per dare il massimo in ogni piatto, come farebbe un atleta in gara.

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Alta cucina in continua evoluzione

Secondo Cracco, il mondo della cucina cambia ogni dieci anni. Oggi siamo in una fase nuova: non conta soltanto la creatività, ma soprattutto la capacità di valorizzare le radici e raccontare una storia autentica attraverso i piatti.

L’esperienza olimpica gli ha permesso di mettere in pratica questa filosofia. Con piatti che non solo soddisfano il palato, ma suscitano emozioni e raccontano l’Italia in ogni boccone.

Un’eredità che resterà a Milano

Per Cracco, il grande insegnamento delle Olimpiadi è uno solo: nulla è impossibile. Dopo l’Expo del 2015 e oggi i Giochi, Milano ha dimostrato di saper guardare lontano. E la cucina può essere uno degli strumenti più potenti per emozionare, unire e ispirare.

E se il futuro passa anche da un semplice riso al salto, allora sì, Milano può davvero conquistare il mondo cucchiaio dopo cucchiaio.

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