Chef italiano sconvolge le Olimpiadi: 30 metri di pizza l’ora (e i figiani impazziscono per la polenta)

Alle Olimpiadi succede di tutto, ma non ti aspetti che una delle storie più sorprendenti arrivi… dalla cucina. Eppure, alla Santa Giulia Ice Hockey Arena, uno chef italiano ha lasciato tutti senza parole. Atleti da ogni parte del mondo, dai più forti degli Stati Uniti fino ai debuttanti delle Isole Fiji, sono impazziti per una cucina semplice, calda, autentica. E per una pizza che correva più veloce degli stessi pattinatori.

Un successo inatteso: oltre 2.800.000 pasti serviti

Durante i Giochi di Milano-Cortina 2026 sono stati serviti circa 2.800.000 pasti. Un numero enorme. Eppure, come racconta Carlo Zarri, responsabile dell’Hospitality alla Santa Giulia Ice Hockey Arena, la qualità non è mai scesa.

Intervistato durante la trasmissione Notti Olimpiche su Rai 2, lo chef ha spiegato che il vero trionfo non è stato solo organizzativo. È stato umano. Gli atleti hanno lasciato commenti che, parola sua, non si scordano.

Gli atleti figiani impazziti per la polenta

Il momento più emozionante? Sentire che gli atleti delle Isole Fiji, al loro primo viaggio in Italia, hanno dichiarato che proprio lì, all’Arena Santa Giulia, avevano mangiato meglio che in qualsiasi altro posto.

E cosa li ha conquistati? Non un piatto ricercato. Ma la polenta taragna con ragù di cervo. Un sapore rustico, caldo, perfetto per l’inverno. Un piatto che racconta l’Italia più autentica.

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Materie prime semplici, risultati eccezionali

Zarri lo ripete con convinzione: il segreto è tutto nella qualità degli ingredienti. Secondo lui bastano tre prodotti italiani ben scelti per creare qualcosa di eccellente.

  • Formaggi che molti atleti nord-europei e americani hanno dichiarato di non aver mai provato a quel livello.
  • Una zuppa di verdure servita ogni giorno. All’inizio qualcuno criticava la scelta, ma poi “andava via a litri”.
  • Lasagne richieste due o tre volte dagli stessi atleti.

Piatti semplici. Ma preparati bene. E a quanto pare, imbattibili.

La pizza da record: 25–30 metri… all’ora

Poi arriva la parte più incredibile. All’inizio, Zarri e lo chef Gabriele Pardini si erano detti: “Facciamo 25-30 metri di pizza al giorno”. Una cifra già notevole.

La realtà? Sono diventati 25-30 metri di pizza all’ora. Una produzione continua, quasi folle. Ma necessaria. Perché tutti la volevano.

Il rito post-gara degli atleti di hockey

La pizza non è stata solo un successo generale. È diventata il pasto preferito dalle squadre di hockey dopo le partite.

Tutto è iniziato con la squadra americana che chiedeva due o tre teglie a fine gara. Il giorno dopo, la notizia si è sparsa tra gli atleti. E da lì, ogni squadra, maschile e femminile, pretendeva tre o quattro teglie appena uscita dalla pista.

Cantucci, panettone e fonduta: gli altri amori olimpici

Oltre alla pizza, gli atleti si sono innamorati di altre specialità italiane. I cantucci hanno fatto furore. Il panettone è sparito a velocità record. E la fonduta ai formaggi ha conquistato palati insospettabili.

Zarri lo dice senza presunzione: per noi sono cose normali. Ma nel mondo, con la qualità che l’Italia porta in tavola, davvero non abbiamo rivali.

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Un confronto che parla chiaro

Lo chef racconta anche un dettaglio significativo. Vedere atleti che, dopo le Olimpiadi di Parigi, si erano lamentati del cibo, arrivare in Italia e riempirli di complimenti, è stata per lui la soddisfazione più grande.

Un riconoscimento che va oltre la cucina. Riguarda l’identità italiana. Il modo in cui, anche nei piatti più semplici, riusciamo a far sentire chi mangia… a casa.

Perché questa storia colpisce così tanto

Forse perché parla di orgoglio. O forse perché dimostra che non serve stupire con piatti complessi. A volte bastano un po’ di polenta, una zuppa calda, una lasagna fatta bene. E una pizza che non si ferma mai.

La cucina italiana, ancora una volta, ha parlato da sola. E alle Olimpiadi, ha vinto senza bisogno di medaglie.

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